Dissimulazioni della violenza nella Grecia antica

Dissimulazioni della violenza nella Grecia antica

Quale spazio e quale funzione i Greci attribuivano all'evocazione delle violenza nel racconto mitologico, nella riflessione filosofica, nella narrazione storica o anche nella rappresentazione della quotidianità? Questi gli interrogativi a cui si propongono di dare una risposta gli studi raccolti nel volume. Pur nella differenza delle metodologie applicate e degli ambiti cronologici considerati (da Omero all'età ellenistica), i contributi, tutti nati da un seminario universitario pavese, convergono in un'unica direzione: la constatazione che sia più corretto parlare di dissimulazione piuttosto che di esibizione della violenza. Il panorama offerto dai vari saggi mette in luce, nel suo complesso, le strategie secondo cui si declina il meccanismo dissimulatorio: il trasferimento nella dimensione onirica o nel passato della memoria, le mutazioni semantiche del discorso, l'appello alla categoria di legalità o la convenzione teatrale del lieto fine sono alcuni degli espedienti di rimozione con cui si evita il confronto diretto con fatti e situazioni di impatto particolarmente negativo. Il volume comprende studi di Anna Beltrametti, Diego Lanza, Patrizia Pinotti, Giampiera Raina, Massimo Stella e Martina Treu.

  • Editore: Ibis
  • Categorie: Società
  • Edizione: 2006
  • Ean: 9788871642123
  • Pagine: 246 p.
  • In Commercio Dal: 15/06/2006